Il successo delle forze politiche che vengono definite «destra radicale» è spesso raccontato come un fenomeno tedesco, legato alla crescita di AfD, ma il dibattito riguarda ormai l’intera Europa: l’immigrazione, il rapporto tra cittadini e istituzioni, la tenuta dei partiti tradizionali e, soprattutto, la difficoltà di una certa politica a comprendere le ragioni di chi non si riconosce più nelle sue risposte.
Ne abbiamo discusso ieri sera a «60 Minuti», il programma condotto da Reto Ceschi su RSI La2, nella puntata intitolata «La destra radicale: le ragioni di un successo che va oltre la Germania». Ho partecipato come coordinatore di Fratelli d’Italia Como, insieme a Oscar Mazzoleni, professore di Scienze politiche all’Università di Losanna, e Giangiorgio Gargantini, segretario regionale del sindacato UNIA. In collegamento sono intervenuti Marco Chiesa, consigliere agli Stati UDC, Toni Ricciardi, deputato del PD, e Beda Romano, corrispondente del «Sole 24 Ore» da Bruxelles.
È un confronto che vale la pena seguire per intero, anche perché il primo errore, davanti a un risultato elettorale che non piace, è liquidarlo con un’etichetta e considerare chi ha votato un problema da correggere. Nel video trovate la puntata e il mio intervento.