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Comunicazione

Cosa accadrebbe se dei brand normali utilizzassero lo stesso messaggio del PD per le loro campagne pubblicitarie?

Altrimenti vincono le destre. Questo il refrain che Enrico Letta ripete dall’inizio della campagna elettorale con una convinzione tale da averne perfino fatto l’incipit del programma del Partito Democratico, come possiamo leggere da questo screenshot di pagina 4:

Ergo, il messaggio non è: votateci per affermare una determinata visione dell’Italia ma votateci perché altrimenti vince la Meloni. Appare del tutto evidente come questa scelta stia facendo parecchio discutere, soprattutto all’interno dello stesso Partito Democratico, tra le cui fila cresce di ora in ora il numero di militanti e dirigenti che lo ritengono un messaggio fallimentare sia dal punto di vista della comunicazione, sia nel senso più ampio dell’interpretazione dei valori e delle proposte che dovrebbero rappresentare il comune sentire del popolo del centrosinistra.

Ora, volendomi limitare alle considerazioni relative alla comunicazione, mi sono divertito facendo un esperimento: cosa accadrebbe se un qualsiasi brand non politico per la propria campagna adv utilizzasse lo stesso messaggio scelto da Letta?

Ecco il risultato:

Al di là dell’ilarità che sicuramente suscitano, queste immagini riescono a spiegare meglio di molte parole quanto sia effettivamente debole il messaggio per il quale ha optato il segretario del PD, a maggior ragione se consideriamo che tale scelta non è limitata a un semplice slogan, ma all’insieme dei valori fondantivi del Partito Democratico. Presidenzialismo, lavoro, diritti: Letta ha fatto tabula rasa dei principi enunciati da Walter Veltroni al Lingotto, arrivando a rinnegare perfino rifome varate quando lui stesso era presidente del Consiglio, come il Jobs Act. Tutto in funzione anti-Meloni.

Ecco, pensate se Steve Jobs avesse fatto lo stesso con Apple (in realtà ciò avvenne quando lo misero nelle condizioni di lasciare l’azienda, che infatti stava per fallire), oppure se un qualsiasi brand pensasse di promuoversi non in funzione dei propri valori, ma unicamente in antitesi a un competitor.

Riflessione da cui si evincono i motivi dell’insoddisfazione che, con l’avvicinarsi del 25 settembre, monta ogni giorno di più dalle parti del Nazareno.

Written By

Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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