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Sistemi operativi, Linux cresce sempre più

Un po’ perché era il sistema operativo più diffuso e un po’ perché le alternative non erano granché pubblicizzate, per decenni abbiamo associato il nome Windows all’idea stessa di computer. Nonostante rimanga ancora il sistema operativo più diffuso, negli ultimi tempi si sta facendo sempre più spazio fra imprese, utenti e pubbliche amministrazioni il rivale dell’open sourc:e Linux.

Per esempio, di recente, il land di Monaco di Baviera, guidato da una coalizione Verdi – Spd, ha scelto Linux per i computer dei propri impiegati pubblici. Si tratta di una decisione basata sul principio degli standard aperti e dei software gratuiti.

La decisione dell’amministrazione bavarese, guidata da Dieter Reiter ricalca lo slogan “Denaro Pubblico, codice pubblico”, lanciato dalla Free Software Foundation Europe, associazione che si impegna a diffondere la conoscenza dei principi cardine del software Libero negli ambiti della politica, degli affari, della magistratura e, più in generale, nella società.

Non è una scelta del tutto nuova per Monaco: il primo passaggio da Windows a Linux è avvenuto nel 2003, quando il Comune, insieme alla casa produttrice americana, dette il via a LiMux, una distribuzione gratuita di software su diverse migliaia di computer del Comune. Nel 2017 però (con l’attuale sindaco in carica), tornò a Windows, e Microsoft scelse Monaco come quartier generale europeo. Oggi pare aver scelto di tornare ancora a Linux, il che comporterà, comunque, dei problemi.

Non è la prima volta che una Pubblica amministrazione decide di lasciare Windows per Linux. Già Berlino, Parigi, Barcellona e Madrid sono passate a questo sistema operativo libero. C’è stata addirittura un’intera nazione che ha optato per Linux. Si tratta della Corea del Sud che lo scorso anno ha iniziato la transizione nazionale.

Contrariamente a Windows e ad altri sistemi operativi, infatti, Linux viene distribuito con una licenza che ne permette non solo l’utilizzo, ma anche la modifica, la copia e l’analisi.

Sviluppato nel 1991 dalla mente dell’allora studente universitario svedese Linus Benedict Torvalds, negli anni ha basato il proprio sviluppo attorno a una comunità, non solo di liberi professionisti ma anche di multinazionali (tra cui Google, Ibm e Packard-Bell) che lavorano a continui aggiornamenti.

Oltre che essere un programma gratuito, Linux garantisce prestazioni efficienti e adatte sia a chi usa il computer per svago sia per lavoro. Infatti, è sicuro (anche se alcuni attacchi hanno rilevato delle vulnerabilità), veloce e personalizzabile. Insomma, nonostante abbia avuto poca risonanza, la sua qualità è ormai una certezza, tanto che, nell’ultima versione di Windows 10, è possibile scaricare alcune app scritte solo per Linux.

Se pensiamo che fino al 2013 Microsoft vedeva l’open-source come una pratica incompatibile con il proprio modello aziendale, ci rendiamo di come abbia cambiato idea.

Oggi, che Windows non è più il re dei sistemi operativi, Linux si sta dimostrando non solo un valido competitor ma anche un esempio di open-source che funziona.

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Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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