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Alex

Futuro del turismo: la vera task force dell’Italia sono i giovani

Il comparto turistico è oggettivamente tra i più danneggiati dalla crisi post-Covid: una questione preoccupante, soprattutto se consideriamo che per l’Italia il turismo rappresenta il 15% dell’intero Pil. Senza considerare l’indotto che è capace di portare ad altri settori strategici, perché l’Italia, lo abbiamo ripetuto più volte, è tra i brand più importanti al mondo.

Motivo per cui è più che mai opportuno investire in alta formazione, capace di offrire ai nostri giovani gli strumenti necessari per potersi inserire nel mercato del lavoro da protagonisti alzando, cioè, l’asticella di qualità e competitività del Sistema-Italia.

Personalmente, ho la fortuna di avere a che fare con molti giovani in gamba sia in Orwell che nelle altre realtà con cui collaboro, dal Festival dei Giovani di Fulvia Guazzone allo IED di Milano alla IATH Academy, vera e propria eccellenza che ogni anno attrae ragazze e ragazzi provenienti da tutto il territorio nazionale a formarsi a Cernobbio, nella splendida cornice del Lago di Como.

Insieme alle mie due classi, durante l’anno scolastico che si appresta a concludersi, abbiamo sviluppato un project work riguardante proprio lo sviluppo delle potenzialità legate al turismo sul territorio del Lago di Como, due veri e propri piani di marketing territoriale che lo scorso 30 aprile abbiamo presentato pubblicamente con un evento in diretta streaming e che sono stati inseriti nella sezione “European Vocational Skills Week 2020” sul sito ufficiale della Commissione Europea.

Il video

A seguito di un confronto con i ragazzi delle due classi e con la direttrice Anita Longo, abbiamo deciso di realizzare un trailer capace di incarnare il reale spirito dell’iniziativa, riuscendo nell’impresa di lanciare un messaggio positivo, pur in un momento così difficile.

In quest’ottica la musica è fondamentale: il cantautore comasco Simone Tomassini non ha esitato nemmeno un istante nel metterci a disposizione la sua “Solo cose belle”, che è diventata la colonna sonora perfetta per le splendide immagini che ci sono state fornite dalla Camera di Commercio di Como e Lecco e dal Lido di Villa Olmo.

Un mix che, insieme alle parole dei ragazzi di IATH, è un concentrato di consapevolezza ed entusiasmo:

Ora vediamo, attraverso le testimonianze di alcuni studenti, come è stato sviluppato il lavoro.

Marco Bruno: «La comunicazione è fondamentale»

Per strutturare questo piano di marketing siamo partiti in primis dall’aspetto della comunicazione e della promozione del territorio.

Il Team che si è occupato di queste tematiche oltre me comprendeva: Riccardo Piovasio, Carmine Catone, Antonella Leccese, Pamela Pederzani, Michela Marinucci, Oriana Castagnoli e Dario Cozzi

Siamo partiti dalla nostra vision, ovvero: il Lago di Como, la miglior esperienza da vivere e da imparare…

Successivamente ci siamo incentrato sul tema del logo, che è uno degli aspetti più importanti nella comunicazione in quanto rappresenta in maniera univoca il brand.

Ci siamo posti 2 domande:

  • Come rinnovare l’immagine di un posto già conosciuto?
  • Come far percepire il valore aggiunto che la città di Como offre?

Eravamo consapevoli che il territorio avesse provveduto da poco a realizzare un nuovo logo quindi ci siamo concentrati sul cosa questo logo trasmettesse e cosa no.

È stato un lavoro di squadra che ha portati, in seguito ad un accurato brainstorming, a ritenere che forse sarebbe stato necessario, già dal logo, trasmettere e far emergere maggiormente le bellezze che il territorio offre.

Ecco l’idea, uno skyline. Ovvero un profilo panoramico stilizzato di tutte le più belle peculiarità e caratteristiche Como e dintorni possiede.

Abbiamo aggiunto lo skyline al logo preesistente rispettando la stessa cromia del logo utilizzato fino ad ora, riuscendo a realizzare un’immagine univoca del territorio che rispecchiasse, già a primo impatto, tutte le bellezze che Como può offrire ai turisti.

Così da creare un’aspettativa ancora maggiore nei cuori di chi ci vuole raggiungere!

Alissia Casiglio: «Uniti da una grande voglia di fare e creare»

Il progetto consisteva nell’ideazione di alternative e nuove opportunità di cui il turismo potrà usufruire nell’immediato futuro. Le abitudini dei turisti dovranno cambiare e per questo abbiamo ritenuto importante metterci in gioco e pensare a come sarà il nostro avvenire.

Abbiamo organizzato una presentazione del nostro lavoro che è stata esposta durante una diretta su Facebook. Ogni studente ha partecipato e ha spiegato una parte del progetto integrando il proprio discorso con le slide della nostra presentazione Powerpoint.

Alcune delle idee sono: la realizzazione di una Smart City, nuovi eventi sul lago per i giovani, la valorizzazione di edifici storici come il Politeama, Villa Olmo e tanto atro ancora.

Essendo comasca credo realmente nelle potenzialità di questo territorio e personalmente sono molto soddisfatta di aver realizzato questo progetto con il mio gruppo. Abbiamo lavorato da casa, preparando il video e la presentazione da soli, ma nonostante ciò eravamo uniti da una grande voglia di fare e creare. Alla fine il progetto ha avuto grande successo!

Sara Rossi: «Abbiamo fatto tutto con la formazione a distanza»

Il project work per il rilancio del lago di Como per la nostra classe è iniziato ed è stato sviluppato in piena fase di emergenza, ma nonostante le difficoltà, grazie alla IATH Academy e alla tecnologia siamo riusciti a portare a termine questo progetto.

Com’è stato possibile tutto questo? Attraverso la FAD, la formazione a distanza, prontamente istituita dalla nostra scuola, garantendo una continuità di apprendimento malgrado la criticità della situazione.

L’utilizzo della piattaforma Zoom ci è venuta in soccorso, ci ha permesso di ritrovarci virtualmente, ognuno dalle proprie stanzette sparsi per tutta Italia.

Ci siamo divisi in due gruppi: un team di incoming e uno di comunicazione, siamo partiti dall’analisi dei dati sullo sviluppo e la diversificazione del turismo prima di questa emergenza, chiedendoci come queste statistiche potessero aiutare la ripartenza e perché non sfruttare questo momento di pausa forzato per pensare a come innovare il turismo locale e risollevarlo da questa crisi in maniera positiva.

Ed è così che abbiamo dato vita ad una serie di proposte di rilancio, facendo leva sui sentimenti riaffiorati e sul cambiamento delle priorità che questa quarantena ci ha messo di fronte, per rivivere le esperienze più semplici e autentiche con uno spirito nuovo.

Grazie a questo progetto abbiamo capito, anche se nel nostro piccolo, come si sviluppa e si collabora per una campagna di ripresa e comunicazione in prospettiva di lavoro futuro.

Siamo riusciti, anche se a distanza, a unire le nostre idee e impostare la nostra mente per un obiettivo comune: trasformare il modo di fare turismo adattandolo alle esigenze e al cambiamento delle abitudini della popolazione per riportare l’indotto ai dati di previsione precedenti al COVID-19, con la speranza di una pronta ripartenza per tutto il settore turistico.

Jacopo Aimetti: «Tante menti per un’unica grande idea»

Il project work svolto con Alessandro Nardone è stato uno dei momenti più interessanti e creativi dell’ultimo anno scolastico trascorso in Iath.

In primis, noi studenti abbiamo scritto un breve testo, soffermandoci sulle qualità che la città di Como offre: questo primo approccio è stato di fondamentale importanza per poterci immergere appieno nello stile di quello che sarebbe stato il progetto finale.

Mi sento in dovere di sottolineare ciò che questo processo creativo ha scaturito in noi: un’ondata di positività, tanti bei pensieri e creatività alle stelle nel descrivere la città che molti di noi hanno sognato come  sede dei propri studi e che, nei mesi trascorsi all’Academy, è stata vissuta non come sfondo passivo delle proprie giornate, ma come parte integrante del processo formativo.

Dopo aver scritto quel brano, è stato tutto più chiaro e nitido riguardo a quale dovesse essere lo step successivo del progetto: portare una ventata di aria fresca, fatta di tante novità per migliorare la città di Como.

C’era chi stava seduto con le gambe accavallate sulla sedia, chi scriveva sul muro o contro la finestra, chi girava nei corridoi per schiarirsi le idee, sorseggiando un caffè, in un brainstorming collettivo, che ci ha permesso di partorire continue idee.

I nostri pensieri trascritti su quei fogli hanno preso sempre più forma e abbiamo lavorato tutti, anche se in modo diverso, all’unisono, creando, passo dopo passo, un progetto che ha dell’incredibile.

Tante menti per un’unica grande idea. Quante ore e quanti pomeriggi abbiamo speso per questo progetto! Ma poco pesavano, perché non siamo stati solo una classe al lavoro, bensì un vero gruppo affiatato, tenuto insieme da una fortissima personalità unificante come quella di Alessandro, che ci ha guidati con spirito positivo, scherzoso e brillante.

In questa situazione di incertezza globale, in cui siamo costretti a vivere a causa dell’epidemia, ripenso spesso ai giorni in Accademia, a quanto ci hanno formato e a come i nostri sforzi siano stati ripagati.

Sono estremamente felice di aver preso parte a questo progetto, mi sento davvero fortunato per questa possibilità e spero vivamente di poter vivere altre esperienze di questo tipo nei prossimi mesi.

Written By

Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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