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POLITICA USA

Senza aspettare Colao… gli USA ripartono

La riapertura per ora è parziale, perché sono solo quattro i governatori che hanno deciso di allentare le misure e di iniziare la sperimentazione della “Fase 1” prevista nel piano Opening Up America Again di Domald Trump. Texas e Vermont hanno riaperto lunedì, venerdì toccherà al Montana. In Florida, invece, già dal fine settimana scorso, sono state riaperte – e prese d’assalto – le spiagge.

Pur avendo avuto delle percentuali di ricoveri e decessi ben peggiori della maggioranza delle Regioni italiane, negli USA si tenta un ritorno alla normalità, seppur con tutte le precauzioni del caso.

Gli Stati Uniti hanno sperato quota 800.000 mila contagi e i decessi hanno superato quota 43.000. La guerra in Vietnam, per esempio, in vent’anni, ha provocato 58.200 morti nelle fila americane.

Il Presidente ha più volte affermato di voler riaprire il prima possibile. Ha però lasciato ai governatori – per questioni di competenza – la delicata scelta di quando iniziare la prima fase.

Questi i dati dei quattro stati sopracitati aggiornati a martedì: Texas 19.822 casi e 505 decessi; Vermont 818 casi e 40 decessi; Florida 27.495 casi e 839 deceduti; Montana 433 stati e 10 deceduti. Chiaramente, i numeri di Texas e Florida sono molto più alti rispetto agli altri due Stati, sia per motivi di densità abitativa sia per estensione geografica.

Eppure, questi risultano anche molto più contenuti rispetto a quelli di altri Stati, su tutti New York – circa 2.000 ricoveri al giorno per COVID-19 – Pennsylvania e California. Qualcuno pensa che Texas e Florida avrebbero dovuto aspettare ancora qualche giorno, forse sarebbe stato più appropriato quel 1° maggio indicato dal Presidente.

Nondimeno, i due Stati rappresentano una bella fetta del motore economico del Paese. È dunque spiegato il motivo della pressione sulla Casa Bianca e della decisione dei rispettivi governatori.

È sempre notizia di lunedì quella che vede Donald Trump intenzionato a usare il Defence Production Act – una legge di guerra del 1950 – per aumentare la produzione di tamponi per i test del COVID-19.

Trump ha inoltre cavalcato l’onda di proteste, in larga misura avvenute in Texas, legittimandole attraverso i suoi stessi tweet. Questa decisione di Trump, secondo alcuni, cozza con quel 71% (sondaggio condotto da Gallup) di cittadini che vuole il mantenimento delle norme in materia di isolamento e di distanziamento sociale fino alla fine del contagio.

Va però detto che nella “Fase 1” del piano Trump, è previsto sia il distanziamento sociale – fino al raggiungimento di 0 contagi nello Stato – sia l’isolamento per i soggetti ritenuti vulnerabili, che continuerà fino alla “Fase 3”. Inoltre, anche durante quest’ultima fase, il distanziamento e l’auto-isolamento saranno sempre obbligatori per i soggetti vulnerabili o, comunque, per chiunque dovesse riscontrare i classici sintomi del virus.

Per valutare se la mossa di Trump sia effettivamente giusta, è doveroso rammentare che tre dei quattro governatori che hanno allentato le misure sono repubblicani (Greg Abbott del Texas, Ron DeSantis della Florida, Phil Scott del Vermont) mentre il solo Steve Bullock del Montana è democratico.

Comunque ci sono altri 6 stati: West Virginia, Maine, North Dakota, Hawaii, Wyoming e Alaska che sono sotto la quota psicologica dei 1.000 contagiati verso i quali, secondo fonti interne, il Presidente farà di tutto per convincere i governatori a iniziare la “Fase 1”.

Diverso, ovviamente, il discorso per la “Grande Mela” e per lo stato della “Città degli Angeli”,  dove Cuomo e Newsom rispettivamente governatori dello stato di New York e della California, hanno numeri di contagio troppo alti per prestare ascolto alle parole della Casa Bianca.

Alle volte, sembra quasi di rivedere la situazione italiana nei continui battibecchi fra Governo e Regioni, tenuto certamente conto della profonda diversità della struttura politico-istituzionale americana.

Gli Stati Uniti, comunque, stanno riaperto. Pur con tutte le precauzioni del caso, forse azzardando, ma hanno deciso di rimettere in moto sia una parte del polmone economico sia una parte degli Stati con pochi contagi. In Italia con le sue 16 commissioni e i 447 esperti ancora non è dato sapere cosa e come sarà la “Fase 2”.

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è consulente di marketing strategico, keynote speaker e docente di branding e marketing digitale all’International Academy of Tourism and Hospitality. È stato inviato di «Vanity Fair» negli Stati Uniti per seguire Donald Trump, a Kiev per la campagna elettorale di Zelensky, collabora con diversi media ed è autore di 10 libri. Nel 2016, per promuovere la versione inglese de Il Predestinato ha inventato la sua finta candidatura alle primarie repubblicane sotto le mentite spoglie del protagonista del romanzo, il giovane Congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati i principali network di tutto il mondo.

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