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Cultura

Gli innovatori (3): Phil Knight, sempre un passo avanti con Nike

Phil Knight è un imprenditore, dirigente e produttore cinematografico statunitense, noto per essere stato il presidente e CEO della Nike per più di 50 anni.

Nato a Portland , nel 1938, si laurea nel 1959 in contabilità presso l’Università dell’Oregon e inizia a lavorare come contabile prima per Coopers&Lybrand e, poi, per Price Waterhouse. Finiti gli studi, in seguito a un viaggio in Giappone, a Kobe, scopre le scarpe da corsa della marca Tiger (oggi conosciuta come Asics), di cui ammira la qualità e il basso costo, e di cui riesce ad assicurarsi i diritti di distribuzione per gli Stati Uniti occidentali.

Nel 1964 insieme al suo coach Bill Bowerman fonda la Blue Ribbon Sports, che ha subito successo e, nel 1966, viene inaugurato il primo negozio al dettaglio a Santa Monica, in California. Il 30 maggio dello stesso anno nasce la Nike, il cui nome è ispirato alla dea greca della vittoria. Il logo del marchio viene disegnato da Carolyn Davidson, una studentessa di design, remunerata con solo 35 dollari.

Con il tempo, l’azienda si impone sul mercato, e diventa il primo produttore mondiale di accessori e abbigliamento sportivo, soprattutto per calcio, pallacanestro, tennis. Knight, nel 2018, occupa il 28º posto tra le persone più ricche del mondo, con un patrimonio stimato di 30 miliardi di dollari.

Dopo la morte del figlio, Knight decide di dimettersi dalla posizione di CEO della Nike, mantenendo comunque la carica di presidente fino al giugno 2016, dopo 52 anni alla guida della compagnia. Attualmente, ne è presidente emerito. Ha anche scritto un libro: L’arte della vittoria. Autobiografia del fondatore di Nike, pubblicato per Mondadori.

CITAZIONI di Phil Knight

“Sogna in modo audace, abbi il coraggio di fallire, agisci senza perdere tempo”

“Fai la storia o almeno parte di essa”

“Non mi considero una persona enigmatica ma io spendo molto tempo pensando al mio personaggio pubblico”

Written By

Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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