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Alex

Se non fossi stato in coma non avrei mai inventato Alex Anderson, ecco perché

Esattamente 38 anni fa sono stato in coma per nove giorni. Avevo due anni, e una forte febbre fu la causa di una crisi convulsiva piuttosto grave. Per questo, negli anni a seguire assunsi con regolarità dei barbiturici che, inevitabilmente, appannavano la mia soglia d’attenzione e quindi si ripercuotevano negativamente sul mio rendimento scolastico. Grazie ai miei genitori e ai medici, però, feci di necessità virtù appassionandomi all’informatica.

I giorni che persi a scuola li passai davanti al computer. Con i videogiochi, ovviamente, ma anche a “smanettare”, prima con il Basic e poi con il Dos. Fu l’inizio di un grande amore sbocciato con l’Atari 2600 e continuato con il Commodore 64 e l’Amiga, fino all’avvento di internet. Anni interi trascorsi tra computer, manuali e riviste specializzate, con i professori che mi rimproveravano per non aver studiato matematica ma che poi, di nascosto, mi chiedevano i videogames per i loro figli!

Altro salto indietro nel tempo, stavolta di 14 anni. 27 maggio del 2002. Quel giorno fui eletto nel consiglio comunale della mia città, Como, mettendo a frutto l’altra passione che ha segnato indelebilmente gli anni della mia gioventù: la politica. Fu un’esperienza magnifica ma, cinque anni dopo, sempre a maggio, mi ritrovai nel bel mezzo di una grandissima delusione d’amore dalla quale mi feci condizionare negativamente, e non conquistai la rielezione. Fatta eccezione di quando persi mio padre, quello fu il periodo più buio della mia vita: mi sentivo come se tutto ciò in cui avevo investito nel corso degli anni mi fosse crollato dinnanzi agli occhi ma, nel giro di qualche mese, trasformai quelle difficoltà nell’ispirazione per il mio primo romanzo.

Ora veniamo alla storia più recente: nel maggio del 2014 finisco il mio ultimo romanzo, Il Predestinato, il cui protagonista è proprio lui, il giovane congressman americano Alex Anderson. Dopo il buon successo ottenuto in Italia, decidemmo di tradurlo in inglese commercializzandolo in tutti i paesi anglofoni. Ma pubblicarlo è un conto, farlo conoscere a un pubblico così smisurato è un altro. Ebbene, l’idea di materializzare Alex, dandogli vita, sia pur soltanto in rete, è nata esattamente con questo intento.

Tuttavia, l’esperimento di Alex non sarebbe mai riuscito, se io non avessi vissuto gli episodi che ho appena finito di raccontarvi perché, per molti aspetti, lui è la somma del mio know how e delle mie esperienze personali. Questo per dirvi che perché la vostra presenza in rete possa essere vincente, questa non puo’ in alcun modo prescindere da due elementi: la qualità che offrite e le emozioni che trasmettete.

Written By

Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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