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Cultura

Mondadori, Rcs Libri e l’inutilità degli appelli intellettuali

Che noia, gli appelli vergati dagli intellettuali. Esercizi di retorica un tanto al chilo, servita ai malcapitati lettori di turno con una bella spolveratina di voglia di prendersi un po’ di visibilità – che non guasta mai –  un tocco d’ipocrisia, et voilà, l’indigesto polpettone è servito.  Stavolta, l’oggetto del contendere è la possibilità che Mondadori rilevi Rcs Libri dando vita, così, a un vero e proprio colosso dell’editoria potenzialmente in grado di conquistare qualcosa come il 40% del mercato. Legittima operazione imprenditoriale che, con ogni probabilità, se Mondadori non facesse capo alla famiglia Berlusconi, avrebbe scatenato scene di giubilo, anziché i moti franceschiniani delle ultime ore.

Ora, se le loro inquietudini fossero realmente alimentate da argomenti quali “il commercio nelle librerie, il potere contrattuale con gli autori, la regolarità dei premi letterari” e financo  “la libertà d’espressione”, mi domando da quale pianeta arrivino, gli estensori di cotanto manifesto. Con ogni probabilità acquisteranno i loro volumi in una qualche libreria di Marte, o tra gli scaffali di un autogrill sulla Vialattea, remoti angoli d’universo a noi sconosciuti, dove i libri trovano spazio in prima fila sugli scaffali e tra le pagine dei quotidiani nazionali perché piacciono o potrebbero piacere ai lettori, e non quando “spinti” dai rispettivi (soliti) editori.

Quanto ai premi letterari, che la fusione tra Mondadori e Rcs Libri renderebbe “ridicolmente prevedibili”, meglio sorvolare, dai.

Ecco, diciamo che riterrò credibile una battaglia del genere quando dovesse essere articolata su argomenti quali lo scouting rivolto ad autori emergenti che non siano soltanto l’ex velina o l’ex calciatore di turno, oppure la valorizzazione di un concetto di editoria nuovo e per molti versi rivoluzionario come il selfpublishing, da tanti, troppi, ancora guardato dall’alto al basso, mentre negli Stati Uniti sta assumendo i contorni di quella che si configura come la vera e propria nuova frontiera del mercato dell’editoria che, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, per stare al passo coi tempi deve essere veloce e facilmente accessibile a chiunque.

Written By

Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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