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TgPop

Tgpop: Covid-19 quando la parola è proibita

In Gran Bretagna gli inserzionisti non vogliono associare le proprie pubblicità a contenuti che usano le parole “coronavirus” e “covid19”.

Una black list che potrebbe costare agli editori britannici fino a 50 milioni di sterline di entrate in meno, per le versioni digitali dei giornali.

L’algoritmo funziona interrompendo automaticamente l’annuncio pubblicitarioqualora nel contenuto ad esso associato compaia una delle parole presenti nella lista nera.

Un meccanismo che proprio in questo momento finirebbe per rendere “non redditizie” la quasi totalità delle notizie pubblicate.

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Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy e allo IED, è autore di 7 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.

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